Articolo a cura di Elisabetta Valentina Salvi
Introduzione
Il 12 giugno 2026 resterà una data storica per i mercati globali:SpaceX ha debuttato ufficialmente in borsa, segnando la più grande offerta pubblica iniziale (IPO) della storia. Con un prezzo fissato a 135 dollari per azione, l’azienda ha raccolto circa 75 miliardi di dollari, superando ampiamente il precedente record stabilito da Saudi Aramco nel 2019. Il mercato ha risposto con entusiasmo immediato: nel primo giorno di contrattazioni, il titolo (sotto il ticker SPCX) è salito di quasi il 20%, chiudendo sopra i 161 dollari e portando la valutazione della compagnia a oltre 2.000 miliardi di dollari.
Non solo Razzi: Il “Flywheel” di Elon Musk
Per gli investitori, comprare SpaceX non significa solo scommettere sul lancio di satelliti. L’azienda si è presentata come un conglomerato integrato che unisce diversi pilastri strategici. Se il segmento dei lanci detiene un quasi-monopolio con il Falcon 9 e lo sviluppo di Starship, il vero motore finanziario oggi è Starlink. Con oltre 11 miliardi di dollari di ricavi nel 2025 e un margine operativo del 39%, la rete internet satellitare è l’unica divisione attualmente profittevole e serve a finanziare le ambizioni più estreme. A questo si aggiunge la recente fusione con xAI, che introduce nel bilancio infrastrutture per l’intelligenza artificiale come il data center “Colossus”, puntando a un futuro di calcolo orbitale.
L’Uomo da un Bilione di Dollari e il Nodo della Governance
L’IPO ha ufficialmente incoronato Elon Musk come il primo “trillionaire” (trilionario) al mondo. Con una quota di circa il 42% della società e un vasto pacchetto di stock option, il suo patrimonio netto ha superato la soglia dei 1.000 miliardi di dollari, una cifra superiore al PIL di molti stati sovrani. Tuttavia, la sua posizione solleva questioni di corporate governance: Musk detiene l’85% del potere di voto, garantendosi un controllo quasi assoluto sulle decisioni strategiche. Questo ha spinto alcuni grandi fondi pensione, come quello danese AkademikerPension, a escludere SpaceX dai propri investimenti, citando la mancanza di supervisione indipendente e i rischi legati alla concentrazione di potere.
Investimento Generazionale o Bolla Speculativa?
Nonostante il successo del debutto, gli analisti invitano alla cautela. Nel 2025, SpaceX ha registrato una perdita netta di 4,9 miliardi di dollari, principalmente a causa degli ingenti investimenti nel settore AI e nello sviluppo di Starship. Morningstar, ad esempio, ha valutato il fair value del titolo a soli 63 dollari, suggerendo che il prezzo di IPO sia significativamente sopravvalutato. Secondo questi modelli, per giustificare una valutazione di 1,75 trilioni di dollari, SpaceX dovrebbe realizzare scenari “Moonshot” (quasi impossibili) con una precisione impeccabile, come la colonizzazione di Marte o il successo totale dei data center spaziali.
Accesso al Mercato: Cosa Cambia per i Retail
L’IPO di SpaceX ha aperto le porte anche ai piccoli investitori. Piattaforme come Fidelity hanno abbassato i requisiti di accesso, permettendo a chiunque abbia un conto di almeno 2.000 dollari di richiedere quote, una soglia molto più bassa rispetto alle IPO tradizionali grazie all’elevata disponibilità di azioni (fino al 30% dell’offerta riservata ai clienti retail). Inoltre, il Nasdaq ha modificato le proprie regole per permettere a SpaceX di entrare nell’indice Nasdaq-100 in soli 15 giorni lavorativi, accelerando l’inclusione nei fondi passivi che gestiscono i risparmi di milioni di persone. Per gli studenti e i giovani investitori, SpaceX rappresenta oggi il test definitivo tra la fiducia nella visione di un fondatore iconico e la rigida analisi dei fondamentali finanziari.
Fonti
