Crescita della Cina rivista al 4,5% nel 2026: aumentano le pressioni su Pechino

News a cura di Fasola Giulia

Secondo un sondaggio condotto da Reuters tra economisti internazionali, la crescita della Cina subirà un rallentamento nel 2026, con un Prodotto Interno Lordo previsto in aumento di circa il 4,5%. Tale stima segna un’ulteriore revisione al ribasso rispetto ai periodi precedenti e conferma un quadro macroeconomico segnato da fragilità strutturali e da una domanda interna debole, aumentando le pressioni sulle autorità di Pechino chiamate a sostenere l’economia.

Questo dato evidenzia il progressivo allontanamento dai ritmi di crescita sostenuti negli ultimi vent’anni, durante i quali il PIL si attestava stabilmente sopra al 6%. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, la crescita del Paese è destinata a moderarsi nel medio termine a causa della debolezza dei consumi interni, frenati da un’elevata propensione al risparmio, e di un contesto demografico sempre meno favorevole: l’invecchiamento della popolazione continua infatti a incidere sulla dinamica della forza lavoro e sulla spesa delle famiglie, riducendo il potenziale di crescita dell’economia.

Anche la Banca Mondiale prevede per il 2026 un’espansione più contenuta rispetto al passato, riflettendo l’impatto combinato della debolezza della domanda domestica e delle incertezze globali. Le tensioni commerciali e geopolitiche continuano inoltre a rappresentare un fattore di rischio per l’export e per le decisioni di investimento, contribuendo a mantenere elevata l’incertezza sul quadro macroeconomico.

In questo scenario, il rallentamento atteso riaccende il dibattito sulle prossime mosse di politica economica necessarie per invertire la rotta. Le autorità di Pechino sono chiamate a sostenere la crescita attraverso misure fiscali e monetarie mirate. Sebbene la banca centrale abbia adottato un approccio più accomodante e il governo intenda potenziare il supporto ai settori strategici, gli analisti avvertono che i margini di manovra sono limitati dalla necessità di contenere l’indebitamento e di prevenire nuovi squilibri finanziari, in particolare nel comparto immobiliare.

Il rallentamento dell’economia cinese ha implicazioni che vanno oltre i confini nazionali. Una crescita più contenuta della seconda economia mondiale potrebbe incidere sulla domanda globale di materie prime, sui flussi commerciali internazionali e sulle prospettive di crescita di numerosi Paesi emergenti. I mercati restano ora in attesa di segnali concreti sulle prossime misure di sostegno e sulla capacità delle autorità cinesi di stabilizzare la crescita senza compromettere la stabilità finanziaria.

Fonti

https://www.reuters.com/world/china
https://www.imf.org/en/news/articles/2025/12/10/pr-25415-china-imf-staff-completes-2025-article-iv-mission-to-the-peoples-republic-of-china
https://www.worldbank.org/en/country/china/overview

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